NATURA

I 50 chilometri quadrati del territorio isolano dal punto di vista ambientale sono uno scrigno che contiene preziosi tesori e gioie di inestimabile valore, che fanno dell’isola di San Pietro un apprezzabile quanto rilevante sito naturalistico, quasi un unicum, per le sue rarità e i suoi endemismi. Tanto che la piccola isola per queste sue specificità può essere paragonata ad un continente in miniatura. Sicuramente, al di là di ogni comparazione, l’isola appare agli occhi di tanti ornitologi, entomologi e botanici un autentico paradiso, un territorio inviolato dove è possibile osservare e studiare nel loro habitat naturale rarissimi esemplari della fauna e della flora per molti dei quali sono stati presi provvedimenti legislativi e intraprese iniziative per la loro tutela e protezione, oltre a diverse specie endemiche, ugualmente straordinarie, ugualmente salvaguardate.

Falco della Regina

Intanto l’isola di San Pietro rappresenta un luogo di sosta e di nidificazione per moltissime specie di uccelli. La grande varietà di ambienti geomorfologici ed
ecologici tra i quali si annoverano la macchia a gariga dell’interno, le pinete spontanee di Pino d’Aleppo, le zone umide degli stagni della Vivagna, di Calavinarga
e delle Saline e le alte e spettacolari falesie della costa nord-occidentale favoriscono la presenza di un’avifauna molto diversificata e notevolmente interessante, nella quale tra tutte le specie spicca il Falco della Regina uno dei più rari rapaci europei, che è stato inserito nella “Lista Rossa” degli animali in pericolo di estinzione. Ma nell’avifauna isolana il Falco della Regina è solo il primus inter pares. Basta fare un salto (un passo obbligatorio per chi vuole gioire di una natura incontaminata) nella zona umida delle Saline per rendersene conto. Con i suoi 100 ettari (circa) di estensione questa zona umida è una piccola Camargue, vi si possono ammirare oltre 30 specie di uccelli tra stanziali e migratori, alcuni dei quali, manco a dirlo infoltiscono gli elenchi degli uccelli minacciati di estinzione, e pertanto rari e preziosi. 

Sicuramente per la sua eleganza e per la vivacità del suo piumaggio, il re incontrastato di questi stagni è il fenicottero rosa contorniato tuttavia da una corte non meno ammirevole di avocette, garzette, cavalieri d’Italia, piro piro, airone rosso e cinerino, diverse specie di gabbiani (corso, comune, roseo, reale, ecc.). Con un po’ di fortuna poi, il visitatore può incappare nella poderosa cicogna bianca o nel minuscolo e coloratissimo martin pescatore o nell’altrettanto colorata volpoca. Visioni che appagano l’occhio del turista e che soddisfano le curiosità dell’ornitologo.  L’isola però, dal punto di vista naturalistico non è solo un eden per gli ornitologi, ma riveste un notevolissimo interesse scientifico anche per gli entomologi e per i botanici. A destare tanta attenzione sono un insetto di un bel colore azzurro brillante, la Cicindela campestris saphyrina una specie endemica dell’isola di San Pietro, ed una pianta l’Astragalus maritimus moris che ugualmente in tutto il mondo fiorisce e si può ammirare esclusivamente in un ristretto ambito del territorio isolano. Endemismi che hanno richiamato numerosi studiosi e appassionati, che sono stati oggetto di altrettante pubblicazioni, che hanno fatto conoscere, se ancora ce ne fosse stato il bisogno, Carloforte e la sua isola a un pubblico ancora più vasto e variegato.

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